mercoledì 21 aprile 2010

Incontro con l'ing. Mele, Direttore dell’Ufficio Idrografico e Mareografico della Regione Lazio (Direzione Regionale Protezione Civile)

Resoconto dell'incontro tra Anna Ferrari, Sabina Bruschi e l'ing. Mele.

Il giorno 20 aprile 2010, ho incontrato l’Ing. Mele insieme a Sabina Bruschi per avere un confronto sull’opera di bonifica in corso lungo le sponde del fiume Aniene nel suo tratto urbano. In occasione dell’incontro gli abbiamo presentato un documento (vedi qui, documento n° 2) in cui è esposta la nostra visione del lavoro, segue quindi il resoconto dell’incontro che risponde parzialmente alle richieste del documento.
L’Ingegnere ci ha ricevuto 4 giorni dopo aver ricevuto la mia richiesta di incontro ed è stato molto disponibile a darci tutte le informazioni che abbiamo chiesto.
Inizio con lo specificare che questo tipo di progetti normalmente vengono affidati a ditte esterne e che in questo caso, proprio per poter eseguire il lavoro al meglio, il progetto e la sua esecuzione vengono svolti da enti pubblici quali Protezione Civile, Vigili del Fuoco, AMA, RomaNatura.
Come sapevamo l’opera di bonifica è iniziata nel 2009 in seguito alle piene del fiume Aniene e del Fiume Tevere che hanno “svelato” la presenza di numerosi rifiuti pericolosi quali carcasse di automobili, eternit e via dicendo, e soprattutto hanno messo in luce l’incuria e il degrado in cui versa soprattutto il fiume Aniene.
Il progetto prevede quindi una pulizia totale della sponda, eseguita con ruspe e scavatrici, e della creazione di una pista di sicurezza carrabile di 5 metri. L’ingegnere ci ha spiegato che le sponde sono a carico dell’Ufficio Idrografico e Mareografico e che gli argini, immediatamente sopra le sponde, sono invece di pertinenza dell’ARDIS (Azienda Regionale per la Difesa del Suolo).
Al fine di creare il passaggio di sicurezza viene rimosso qualsiasi ingombro e di conseguenza anche gli orti abusivi ma alla nostra domanda, perché non si può cogliere l’occasione per eliminare gli orti, l’Ingegnere ci ha risposto che non è di loro pertinenza ma lo è dell’ARDIS (dato che gli orti si trovano sull’argine) e di RomaNatura che è l’Ente Gestore della Riserva.

Sicurezza argine e sponda
Cito l’osservazione sul nostro documento “A nostro parere questo tipo di intervento, seppure parzialmente risolutivo per la rimozione dei rifiuti (che, tra l’altro, sono stati in parte abbandonati sul sito), ha delle gravissime conseguenze sia per la biodiversità ripariale che per la sicurezza dell’argine; la bonifica infatti viene eseguita in modo drastico nel periodo della riproduzione di molte specie di uccelli (che stavano nidificando proprio in quel tipo di vegetazione), e l’argine, privato del sostegno costituito dalle radici della vegetazione rimossa, è a rischio di frana e di erosione anche in tratti abitualmente frequentati da cittadini.”
L’ingegnere dice che questo è l’unico modo per poter effettuare la bonifica, sicuramente drastico, ma permette, una rimozione definitiva di tutti i rifiuti, compresi i tronchi depositati lungo le sponde, e nel futuro un maggior controllo. Inoltre, dice che non venendo estirpate le radici degli alberi e arbusti, la sponda e l’argine non sono a rischio di frana ed erosione e che tutta la vegetazione ricrescerà rapidamente.
(osservazione: ciò potrebbe essere vero ove fossero già presenti alberi e arbusti e dove le radici assolvessero la funzione di contenimento, ma come mostrano le foto allegate al documento, dopo un anno dalla bonifica diversi punti sono erosi e a rischio di frana e non c’è presenza di radici, alberi e arbusti).

Richieste
Alla mia richiesta di poter sospendere i lavori durante il periodo di riproduzione (si richiede che da questo momento in poi la bonifica sia selettiva e rispetti innanzitutto IL PERIODO DI RIPRODUZIONE in ottemperanza alla normativa vigente e che si ispiri a tecniche innovative di riqualificazione fluviale) la risposta è stata che non è assolutamente possibile fermarsi perché ci sono dei tempi da rispettare e perché in questa stagione è possibile lavorare mentre in inverno si sono dovuti fermare i lavori per il maltempo e possibili piene.
E’ stato però contattato il responsabile dei vigili che stanno lavorando sulla sponda e chiedere una particolare attenzione ai nidi, i Vigili hanno risposto che ad ogni intervento viene preceduto un sopralluogo in cui si può eventualmente decidere di preservare alcuni punti delicati.
Mi è stato inoltre detto che RomaNatura, in particolare nella persona del Dr. Mariucci, ha il compito dare indicazioni di carattere naturalistico durante i lavori; per questo ho contattato via email il Dr Mariucci chiedendo chiarimenti il giorno 20 aprile, ma non ho ancora ricevuto nessuna risposta.
Le altre richieste erano: che si impedisca la possibilità di accesso al fiume ad automezzi privati eccetto i mezzi di soccorso, sorveglianza e quelli adibiti alla manutenzione, prevenendo così lo scarico illecito di rifiuti, che vengano censite e arginate le attività illecite che mettono in pericolo la sicurezza degli argini e la qualità delle acque del fiume (tra cui gli scarichi reflui e le attività commerciali), che venga previsto un controllo assiduo lungo tutto il corso urbano del fiume e che i cittadini siano responsabilizzati nel denunciare abusi e atti illeciti.
La risposta a queste richieste è che l’Ufficio Idrografico e Mareografico della Regione Lazio, rappresentato dall’Ingegnere Mele, ha il compito di bonificare le sponde e ogni intervento successivo è a carico dell’ARDIS, di RomaNatura e del Comune di Roma.

Per questo seguiranno altre richieste di incontri. Vi terremo aggiornati.

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